UNDERPIN

UNDERPIN 

NICHOLAS JOHN JONES + ANDREW SMALDONE

28 Novembre / 20 Dicembre 2015

Opening: 28 Novembre ore 18,00

EGG VISUAL ART, Livorno

Nicholas John Jones e Andrew Smaldone si incontrano per la prima volta nel 2011 a Firenze dove Smaldone attualmente vive e dove, all’epoca, Jones stava facendo una residenza. Da allora i due artisti hanno mantenuto un dialogo sulla pittura tramite conversazioni, e-mail ed incontri occasionali. Recentemente questa conversazione si è evoluta in un desiderio di esporre e lavorare insieme e l’occasione si è proposta con una doppia mostra personale da EGG Visual Art. 

L’idea principe di questa collaborazione si sviluppa attorno all’importanza e alla particolarità di come si prepara la superficie della tela.

Alla fine di maggio, mentre Smaldone leggeva un’intervista dell’artista belga Jef Verheyen, una citazione attirò la sua attenzione. Verheyen diceva: “Fontana era come un padre o un fratello maggiore per me. Ho imparato molto da lui. Ma si potrebbe anche trasformare la questione e chiedere che cosa Fontana ha imparato da me. Ad esempio, una volta che lui aveva visto le mie tele, avrebbe solo acquistato le sue tele di lino nelle Fiandre”. Ciò che colpisce di questo pensiero, per quanto riguarda la tela, è che amava utilizzare il lino usato da Verheyen ma al contempo avrebbe potuto semplicemente acquistare la sua tela a Milano.

Non è certo una grande novità per una artista la predilezione di un materiale rispetto ad un altro e non sempre la giusta superificie trasforma magicamente un dipinto di qualità mediocre in uno di intensa valenza culturale. Eppure sia Jones che Smaldone sentono che valga la pena richiamare l’attenzione sulla specificità della superficie ritenuta un fondamento di qualsiasi pittura.

Considerate le parole di Jones sul tema quando scrive: “Il processo creativo e formale che è alla base del mio lavoro potrebbe indurre ad un fraintendimento. La preparazione della superficie conferisce in realtà un aspetto umano, poetico ed emotivo al mio lavoro in divenire”.

Per Jones la superficie è il punto da cui il lavoro inizia formando la base della sua personalità. Ha sviluppato una serie di modi per rendere questo concetto più evidente nel lavoro: a volte usando frammenti di tela come parte del processo per poi riutilizzarli su altre tele, offrendo una composizione casuale.

Altre volte Jones prende una tela e la copre parzialmente di gesso lasciando la possibilità che il colore, applicato in fasi successive, non sia del tutto uniforme. Altri lavori, già cominciati, possono essere rimossi dai telai e successivamente rimontati con una dimensione ed un’angolazione diversa in maniera tale da modificarne radicalmente il lavoro. Jones continua a lavorare anche sui telai preparati nel modo più standard, selezionando una molteplice varietà di lini e di tele. Con queste tele sperimenta, applicando dei volumi di gesso diversi, un processo pittorico che parte dalla composizione stessa della tela con cui sta lavorando.

Gli interessi di Andrew Smaldone includono lo spazio, la luce, l’architettura, la percezione, e il tempo. Per comunicare in modo efficace questi temi si sottolinea molto l’importanza del “dente” nella composizione del lino. Una tela senza una certa ruvidità è assolutamente inutile per i suoi scopi.

Il dente in quanto tale è una parte cruciale dell’atmosfera dei toni che lui cerca di ricreare con i suoi strati dipinti in modo molto sottile. Spesso il dente bianco della tela si percepisce attraverso il colore, diventando parte integrante dell’atmosfera e dando la sensazione generale del lavoro. E’ proprio una questione di “sentirsi” tra l’artista e la tela che permette a Smaldone di trovare il giusto equilibrio tra il colore, che sembra esistere all’interno della tela stessa, e la superficie già preparata di gesso.

Il supporto su cui un pittore lavora è così fondamentale che potrebbe essere facilmente trascurato – certamente se l’artista sta montando la tela nel modo in cui consideriamo standard. In questo caso gli spettatori sono incoraggiati a considerare le superfici come il seme da cui un dipinto cresce, che colpisce fisicamente il lavoro, in maniera da far emergere somiglianze e differenze per quanto riguarda lo spazio che ogni artista crea sul piano dell’immagine dipinta e il contenuto che esalta.

NICHOLAS JOHN JONES è un artista inglese, curatore ed imprenditore culturale che lavora tra Londra e Oslo. Nicholas ha viaggiato molto, ha vissuto in Australia per due anni ed ha partecipato a residenze artistiche in Italia, Cina, Giappone e Svizzera. Ha una laurea master in pittura conseguita alla Slade School of Fine Art nel 2011 ed è attualmente direttore artistico di JKL libri oltre che direttore fondatore di PRAKSIS – un nuovo centro d’arte internazionale in Norvegia.

ANDREW SMALDONE è un artista americano, scrittore ed educatore che lavora a Firenze. Nelle opere di Andrew è visibile la sua personale ricerca tra superficie e spazio, un processo iniziato nel 2005 mentre seguiva il master in Belle Arti alla Central St. Martins College of Art and Design a Londra. Vincitore del prestigioso Pollock-Krasner Foundation Grant per il 2015. È Accademic Dean alla scuola SRISA di Firenze e collabora con la number_5, piattaforma Svizzera di arte ed architettura.

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UNDERPIN

Nicholas John Jones + Andrew Smaldone

November 28 / December 20, 2015

Opening: November 28 – 18,00

EGG Visual Art, Livorno

Andrew Smaldone was reading an interview with Belgian artist Jef Verheyen when a particular comment caught his eye. Verheyen said, “Fontana was like a father or an older brother to me.  I learned so much from him.  But you could also turn the whole thing around and ask what Fontana learned from me.  For example, once he had seen my canvases, he would only buy his own canvases in Flanders.”  What intrigued Smaldone about this quotation in regards to canvas is how Fontana’s preference for Belgian linen was both very practical (he liked using the linen used by Verheyen) and totally impractical (he could have just bought his canvas in Milan).

In Underpin Nicholas John Jones and Andrew Smaldone present the specificity of surface as a major foundation of any considered painting, offering for consideration the lengths artists will go to prepare “just the right surface”.

Consider Jones’ words on the topic when he writes, “With my work, the very formal, and potentially cold process of beginning with a surface (rather than an idea), should in fact become human, poetic, and stirring as the work materializes.”  For Jones the surface is the point from which the work begins, forming the base of its personality, working from it until the painting takes on a presence that resonates and becomes more than simply liquid colour on a ground.  He has developed a number of ways to make this notion more apparent in the work: sometimes using sections of primed canvas as rags in the painting process of other works, to later be stretched, offering a random composition to which to respond.  A stretched canvas may only be partially primed leaving a difference in the way further layers take to the surface.  Works in progress may be unstretched and re-stretched at a different size and angle to fundamentally alter the work and provide a new starting point and direction.  Jones continues to also work on stretchers prepared in the more standard way, selecting a variety of weights of linen and canvas, and priming with differing volumes of gesso then beginning with a consideration of the characteristics of that particular weave.

Andrew Smaldone’s interests include space, light, architecture, depiction, message and time. To effectively communicate these, he takes particular notice of the “tooth” in his canvas in its preparation.  A toothless canvas or one without a certain roughness is utterly useless for his purposes.  The tooth as such is a crucial part of the tonal atmosphere he seeks to create with his thinly glazed layers of paint.  Often the white tooth of the canvas showing through is very much part of that atmosphere and helps define the overall feeling of the work.  It is precisely a matter of feeling between the artist and the canvas that enables Smaldone to find the correct balance between paint appearing to exist within the weave of the canvas and on top of that primed surface.

The painter’s approach to the support on which they work is so fundamental that it is easily over looked – certainly if the artist is stretching canvas in the way that we think of as standard. Here you are encouraged to consider surface as the seed from which a painting grows, physically affecting the work; bringing out similarities and differences as regards the space each artist creates on the painted picture plane and the content that enhances it.

Nicholas John Jones is an English artist, curator and cultural entrepreneur based between London and Oslo. Nicholas has travelled widely, living in Australia for two years and joining artist residencies in Italy, China, Japan and Switzerland. Having graduated from MFA Painting at the Slade School of Fine Art in 2011, he is Artistic Director at JKL Books, and Founding Director of PRAKSIS – a new international art centre for Norway.

Andrew Smaldone is an American artist, writer and educator based in Florence.  Winner of the prestigious Pollock-Krasner Foundation Grant for 2015, Andrew’s new works explore both surface and space, a process he initiated in 2005 while completing a Masters in Fine Art at Central St. Martins College of Art and Design, London. He is Academic Dean at SRISA Firenze and helps the Zurich based architecture and art platform number_5 bring project ideas into physical form.

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LA MOSTRA SARÀ ALLESTITA FINO AL 20 DICEMBRE 2015

Lo spazio espositivo per l’arte contemporanea Egg Visual Art si trova a Livorno in via del Platano 10.

Per appuntamento: 329 2938433 (Angelo) – www.eggvisualart.com – www.facebook.com/eggvisualart

EGG VISUAL ART | CONTEMPORARY ART ASSOCIATION | VIA DEL PLATANO 10, LIVORNO | EGGVISUALART.COM

 

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2 thoughts on “UNDERPIN

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