Cudzoziemka / Anna Ratajczyk

Vernissage: sabato 28 aprile 2018 ore 18,30

A partire dagli anni ottanta del secolo scorso, una nuova sensibilità verso la raffigurazione del corpo umano ha permesso ad alcuni artisti di attuare la conciliazione tra concettualità esperenziale e formalità oggettuale. Il soggetto non ha più soltanto la funzione di rappresentare un pretesto per l’esibizione di puri valori formali; tra l’esperienza del soggetto e dell’oggetto si instaura una relazione. A questo si aggiunga un atteggiamento considerato per molto tempo esclusivo del dilettante, il fare snapshot, un fare immediato e senza esibizione della tecnica, che ha modificato considerevolmente il modo di guardare e raccontare. E’ esattamente con questo spirito che Anna Ratajczyk ha costruito Cudzoziemka. Secondo la definizione di Oliver Wendel Holms la fotografia è uno << specchio dotato di memoria >>, il mezzo più consono perché si possa conservare per preservare e tramandare. La fotografia è anche specchio di se stessi e unifica sullo stesso piano soggetto e oggetto.

Partiamo dal titolo. Questa parola: Cudzoziemka – che non conosciamo – produce in noi un vuoto di senso, è solo un suono. Soltanto attraverso la mediazione di una traduzione partecipiamo al suo significato. Cosa vuol dire? Cudzoziemka vuol dire straniera. Lo slittamento da lingua a lingua crea una relazione e il significato da estraneo e lontano diviene comprensibile, sposta lo spazio e il tempo delle storie, stratifica i livelli di lettura, svela ciò che sta nascosto. A chi si riferisce? Ad ognuno il quale nella propria vita ha dovuto fare scelte importanti, spesso gravate dall’incertezza della propria incolumità, che si pone domande sul futuro. Cudzoziemka mette in scena queste paure, le paure di Anna come le nostre. Partecipiamo attraverso un legame.

Fatta eccezione per uno scatto – di cui Anna non è artefice ma soggetto – nel quale è raffigurata come la combattente di una guerra simbolica e personalissima e, un autoscatto speculare al primo, le altre fotografie raffigurano persone a lei care messe in scena secondo una graduatoria emotiva, legata alla sua storia personale. Tutti gli scatti hanno in comune, in egual misura, lo stile e il sapere del diario. Siamo pienamente coscienti che ciò che stiamo guardando è la ricostruzione di una memoria. Come scrive Lea Vergine << Si raccoglie il vissuto perché si cerca di non essere cancellate dal futuro >>.

Testo di Anna Rita Chiocca

la mostra sarà visibile fino al 26 MAGGIO 2018

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> Lo spazio espositivo per l’arte contemporanea Egg Visual Art si trova a Livorno in via del Platano 10.

Per appuntamento: +39 329 2938433 (Angelo) – +39 371 3891520 (Anna)
www.facebook.com/eggvisualart

 

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